Quali e quante agevolazioni ci sono nel 2026 per gli infissi? Con questo articolo scoprirai tutto quello che serve se devi cambiare le finestre o i sistemi oscuranti. Conoscere le aliquote di detrazione fiscale è utile ma, di più, sapere quali sono le condizioni per ottenerle è fondamentale .
Le regole cambiano in base al tipo di immobile, ai requisiti tecnici richiesti per gli infissi e – importante – bisogna seguire alcune regole operative (pagamenti, documenti, pratiche ENEA, etc.).
Sembra complicato? Ecco una mini-guida per muoversi correttamente!
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Bonus infissi 2026, vediamo in breve com’è cambiato
Chiariamo subito il punto di partenza: non esiste un bonus per gli infissi!
Dirai “ma come, è stato eliminato dalla Legge di Bilancio 2026?” No. Il fatto è che, fin dall’inizio, questa agevolazione fiscale rientra in altre tipologie di Bonus – e quest’anno sono sostanzialmente due. Vediamo meglio di cosa si tratta.
- Bonus ristrutturazioni. È il cosiddetto Bonus Casa, che prevede uno sconto per diversi lavori intrapresi per diversi fini: ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo degli edifici. Tra questi interventi, può rientrare anche la sostituzione infissi agevolata.
- Ecobonus infissi. Un’agevolazione fiscale dedicata a chi aumenta il livello di efficienza energetica degli edifici e, quindi, agevola il risparmio di energia. Uno degli interventi più importanti, da questo punto di vista, è la sostituzione delle vecchie finestre comprensive di infissi con modelli ad alte prestazioni di isolamento termico.
In entrambi i casi, per ottenere la corretta detrazione fiscale, contano alcuni fattori.
Il tipo di immobile
L’aliquota fiscale non è fissa. Dipende dal fatto se gli interventi interessano la prima casa (abitazione principale) o altri immobili (le cosiddette seconde case). La differenza è dovuta al criterio per cui l’abitazione ha la priorità e mostra un’aliquota più alta – lo vedremo di seguito.
Il tipo di intervento
Il bonus infissi 2026 si applica agli interventi per la sostituzione di infissi e serramenti: finestre e portefinestre, oscuranti (avvolgibili, persiane, scuri) e cassonetti.
Riguardo l’Ecobonus è importante che vengano cambiati elementi già esistenti, e che siano rispettate le caratteristiche tecniche necessarie per migliorare l’efficienza energetica. Un esempio? I valori di trasmittanza termica (stabiliti per zona climatica) per gli infissi.
Documentazione
Un requisito essenziale è quello di possedere i giusti documenti e attestati. Vedremo più avanti nel dettaglio quali sono e come devono essere redatti; la cosa fondamentale è comprendere l’importanza della fase di raccolta e invio al portale ENEA (quando è richiesto). Sarà essenziale per ottenere la detrazione fiscale e non vanificare tutto il lavoro fatto nella sostituzione infissi.
Quanto si recupera nel 2026? Percentuali e massimali dei Bonus
Abbiamo visto che ci sono diverse varianti ma, facendo un elenco schematico, possiamo condensare il cosiddetto Bonus Infissi 2026 in alcuni punti chiave.
- Abitazione principale: aliquota di detrazione fiscale al 50%.
- Altri immobili (seconde case): aliquota di detrazione fiscale al 36%.
- Ripartizione: la detrazione viene ripartita in rate annuali di pari importo, per 10 anni.
- Massimali: dipende dal tipo di agevolazione. Il tetto massimo di spesa con il Bonus Casa è di 96.000 euro, mentre per l’Ecobonus il massimale è di 60.000 euro di spesa detraibile.
Attenzione! Le percentuali potrebbero cambiare con nuove norme, durante il 2026: conviene sempre verificare e confrontarsi con un consulente esperto, prima di firmare per gli interventi di sostituzione infissi.
Quali infissi rientrano nel bonus? Ecco cosa si può detrarre
- Sostituzione finestre comprensive di infissi. Sono agevolate le spese sostenute per l’acquisto dell’infisso (telaio o struttura fissa ancorata al muro) e del serramento (parte mobile come l’anta, agganciata all’infisso).
- Portefinestre e chiusure trasparenti equivalenti (es. VEPA). Si possono detrarre quando sono ammesse dalle regole dei Bonus. A volte possiedono le caratteristiche tecniche degli infissi detraibili (es. quando sono finalizzate al risparmio energetico).
- Schermature solari e oscuranti. Rientrano sia nel Bonus Casa sia nell’Ecobonus quando rispettano alcuni requisiti di risparmio energetico. Tra le chiusure oscuranti più comuni ci sono gli avvolgibili, le persiane in PVC, gli scuretti o altri sistemi di protezione dai raggi solari.
- Posa in opera. Di norma è inclusa tra le spese agevolabili, quando si trova specificata in fattura ed è coerente con gli interventi effettuati.
- Opere accessorie. Per favorire la sostituzione infissi sono agevolate anche le spese accessorie come lo smontaggio e smaltimento dei vecchi infissi, e le opere murarie collegate.
Nota bene: non basta “comprare gli infissi”, serve che il prodotto e l’intervento rientrino nelle condizioni del bonus scelto. Vale soprattutto per le caratteristiche tecniche delle finestre – vediamo quali sono quelle ammesse.
Requisiti tecnici essenziali
Per ottenere il Bonus Infissi 2026 è necessario rispettare alcuni parametri tecnici – altrimenti, la detrazione fiscale può facilmente “sfumare”.
- Miglioramento energetico. È un criterio essenziale: l’infisso deve rispettare i requisiti di prestazione energetica stabiliti, come la trasmittanza termica. I prodotti ammessi sono quelli che garantiscono un miglioramento dell’efficienza energetica rispetto ai vecchi infissi. Inoltre, un tecnico abilitato deve compilare un’asseverazione che dichiara la conformità dei materiali rispetto agli standard.
- Ambienti riscaldati. Nel caso dell’Ecobonus, l’intervento di sostituzione deve riguardare i serramenti che separano il volume riscaldato interno (con impianto di riscaldamento) dagli esterni o da alcuni vani freddi.
- Prodotti certificati. Sono ammessi gli infissi dotati di una documentazione del produttore o installatore. Per il Bonus Ristrutturazione, ad esempio, è necessaria la posa a regola d’arte in cui si usano materiali e sistemi professionali riconosciuti dalle normative vigenti (per esempio la UNI 11673 per la posa infissi o la UNI 11979:2025 per i controtelai).
Documenti e pagamenti: devono essere corretti!
Ecco la parte più impegnativa, quella che può far perdere il bonus per la poca dimestichezza con le questioni burocratiche.
Il bonifico parlante
Non basta saldare la sostituzione infissi. Il pagamento deve essere eseguito con un cosiddetto “bonifico parlante”, che sia bancario o postale. Si tratta di un bonifico in cui devono essere indicati i riferimenti normativi, la partita IVA del fornitore e il codice fiscale del beneficiario, la causale ( es. Ecobonus DL 63/2013). Sarà utile il riferimento alla fattura e alla sua data.
Fatture chiare
Anche il documento di fatturazione deve “parlare chiaro”. Dovrà indicare le voci di “fornitura e posa” degli infissi, ed essere intestato alla persona che beneficia della detrazione.
Schede tecniche
Abbiamo accennato al fatto che le dichiarazioni del prodotto sono basilari. Il Bonus Infissi 2026 si raggiunge solamente con infissi che dimostrano le caratteristiche tecniche richieste. Ogni scheda tecnica di una finestra, un oscurante o un cassonetto, deve specificarne le qualità conformi agli standard necessari.
Pratica ENEA
Ecco quando va fatta e perché. Se scegli di usufruire della detrazione infissi con Ecobonus, allora la pratica ENEA è obbligatoria. Il criterio è quello del miglioramento dell’efficienza energetica, quindi l’ENEA sarà coinvolta.
Se, invece, l’intervento di sostituzione infissi rientra nel Bonus Ristrutturazioni, di regola non è necessario presentare la pratica ENEA.
Gli errori più comuni? Attenzione a non farli
Ecco a cosa bisogna prestare la massima cura, per non rovinare tutto lo sforzo fatto con l’acquisto e la posa degli infissi. Un banale errore formale può far perdere il diritto all’agevolazione!
- Pagamento sbagliato. Non si può pagare con carta di credito, assegno o contanti. Ricordiamo che serve un bonifico “parlante”.
- Intestazioni errate. Bonifico e fattura devono riportare i nomi corretti del beneficiario e del fornitore. Anche altre inesattezze possono compromettere la richiesta del Bonus Infissi 2026.
- Mancanza di documenti tecnici. Attenzione, se mancano l’asseverazione tecnica per l’Ecobonus, la posa certificata o la conformità degli infissi. Sono essenziali.
- Mancato invio all’ENEA. Ricorda che la pratica ENEA va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Bisogna calcolare i tempi ed evitare problemi con l’Ecobonus.
Bonus Casa o Ecobonus: quale conviene per gli infissi nel 2026
Facciamo un mini-confronto, per capire qual è la detrazione più adatta al proprio caso.
Quando conviene il Bonus Casa
È il più utilizzato quando si fanno dei lavori in casa e si apre una pratica edilizia (CILA o SCIA). È un’agevolazione riservata alle abitazioni. Utile per chi vuole rifare gli interni, consente una certa “libertà”. Permette di variare le misure degli infissi, interessa anche i vani non riscaldati e non prevede limiti di spesa al metro quadrato. Non serve inviare la pratica ENEA, quindi ti evita lo stress di presentare la documentazione.
Quando conviene l’Ecobonus
In questo caso non servono permessi (si fa tutto in edilizia libera) per cambiare le finestre o gli oscuranti. L’importante è rispettare i requisiti tecnici per il miglioramento dell’efficienza energetica (che ti conviene sempre!). Esiste un limite di spesa al metro quadrato per l’agevolazione fiscale sugli infissi, però, che varia in base alla zona climatica (es. Palermo si trova nella B). In questo caso, la pratica ENEA è obbligatoria entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
In definitiva, molto dipende dalla situazione e dalle tue esigenze. Sicuramente, la scelta giusta si fa prima di ordinare i nuovi infissi, per valutare le loro caratteristiche (misure, trasmittanza termica, etc.).
Tempistiche e consigli pratici per non perdere l’agevolazione
A livello organizzativo è bene tenere in considerazione tutto quello che abbiamo elencato in questo articolo, e procedere per “step”.
- Partire con un preventivo infissi almeno 2 mesi prima dei lavori previsti. È utile per confrontare i costi e orientarsi tra modelli e prestazioni, con calma. La differenza tra i vari materiali o le vetrature è importante. Gli infissi in PVC, ad esempio, possono avere prestazioni isolanti superiori rispetto alle classiche finestre in legno.
- Calcolare i tempi medi di produzione e posa è indispensabile. Di solito cambiano se la produzione infissi è su misura, il che può richiedere anche due mesi. La posa in opera va valutata e di solito, se si tratta di 4-6 finestre, può prendere 1-2 giorni con i lavori di ristrutturazione in corso; altrimenti può essere più rapida.
- Conviene muoversi per tempo se ci sono scadenze nel 2026, come quella per le pratiche ENEA (90 giorni).
L’organizzazione si può controllare, ma le regole possono cambiare durante l’anno: se devi cambiare gli infissi, meglio pianificare ora – all’inizio del 2026!
Gestisci il Bonus Infissi 2026 in modo professionale
Da quel che si intuisce, la detrazione fiscale è un’occasione di risparmio interessante, ma va affrontata correttamente.
Richiedi la consulenza di persone esperte nel settore: è una garanzia per non fare errori durante il percorso. Dall’acquisto degli infissi giusti alla gestione delle pratiche, fino alla posa in opera – che deve essere eseguita da personale qualificato (altrimenti può danneggiare le prestazioni termiche dell’infisso e compromettere il Bonus).
SB Infissi a Palermo ti assicura un supporto costante e professionale. Partirai sempre con la verifica della fattibilità degli interventi, seguita dal preventivo delle spese per la sostituzione degli infissi.
Troverai il vantaggio di una fabbrica infissi che fornisce prodotti di alta qualità e un servizio completo di gestione delle pratiche per accedere alle detrazioni fiscali.
Contattaci ora, per iniziare l’anno con un cambiamento vantaggioso: un 2026 di risparmio energetico, economico e fiscale.



