Scopri i dettagli delle varie tipologie di vetro. Se avete deciso di sostituire i vostri infissi vecchi, sicuramente avete sentito parlare di vetrocamera. Il termine purtroppo è utilizzato in modo troppo generico e quindi potreste essere confusi dalle molteplici tipologie esistenti.
Leggete pure questo articolo per districarvi meglio nel labirinto delle terminologie utilizzate quando si parla dei vetri degli infissi.
Indici degli argomenti
Cos’è il vetrocamera
Il termine generico vetrocamera indica l’insieme di due o più vetri che sono distanziati tra loro da un telaio posto sul perimetro, formando tra le lastre una o più camere.
I vetri impiegati nel vetrocamera possono essere di diversa tipologia, a seconda delle esigenze di impiego. Prima di approfondire i diversi tipi di vetrocamera, diamo un’occhiata alle tipologie di vetro più impiegate.

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Tipologie di vetro
La seconda tipologia è il vetro stratificato. Si tratta in realtà di due lastre di vetro che sono assemblate tra loro mediante una o più pellicole intercalari. La sua resistenza alle rotture è più elevata del classico vetro ricotto. In caso di rottura, i frammenti di vetro non si staccano dall’insieme, almeno per un determinato periodo di tempo o fino a un certo livello di carico, come potete vedere dalla seconda immagine.
La terza tipologia è il vetro temperato. Si tratta di un vetro che è stato sottoposto a un trattamento che ne aumenta la resistenza alle rotture e agli sbalzi termici. In caso di rottura, si frantuma in tantissimi pezzi, evitando ferite dovute a schegge di vetro taglienti, come potete osservare nella terza immagine.
Torniamo ai vetrocamera
Adesso che avete approfondito la vostra conoscenza sulle tipologie di vetro, torniamo a parlare di vetrocamera. Come già detto, si parla di vetrocamera nel caso in cui due o più vetri sono distanziati tra loro da un telaio perimetrale.
In sintesi, nelle immagini sottostanti abbiamo due esempi. La prima immagine rappresenta la sezione di un infisso in PVC con vetrocamera doppio. Nella seconda immagine abbiamo la sezione di un infisso in PVC con vetrocamera triplo.
Ognuno dei vetri che compone il vetrocamera può essere di qualunque tipologia, in base alle necessità di sicurezza o alle normative da seguire. Per tale motivo, potremmo benissimo avere, ad esempio, anche un lato temperato e l’altro stratificato.
Nella quasi totalità dei vetrocamera odierni viene inserito il gas argon nella camera per aumentarne l’isolamento termico. Sempre per lo stesso motivo, è preferibile che la canalina perimetrale sia di tipo “warm edge”, cioè canalina calda in PVC, anziché in alluminio.
Ovviamente ogni vetro è dotato di ulteriori caratteristiche, come ad esempio un determinato spessore o determinati trattamenti che hanno lo scopo di raggiungere determinati obiettivi.
Lo spessore nei vetrocamera
Parlando di vetrocamera, avrete sicuramente visto dei raggruppamenti di numeri a prima vista incomprensibili, come ad esempio 4-16-4, 33.1-18-44.2 e via dicendo. A prima vista tali numeri potrebbero sembrarvi incomprensibili, ma il loro significato è molto più semplice di ciò che pensate!
Prendiamo il primo raggruppamento indicato. Basta scomporlo sfruttando i trattini ed il gioco è fatto:
- 4 indica semplicemente una lastra di vetro da 4 mm di spessore
- 16 indica lo spessore della camera che separa un vetro dall’altro
- 4 indica la presenza di un ulteriore vetro da 4 mm di spessore
Com’è ovvio, i vetri indicati possono essere di tipo ricotto o temperato ma non stratificato. In caso di vetro stratificato, la sigla cambia. Seguiamo adesso il secondo raggruppamento:
- 33.1 indica due lastre da 3 mm accoppiate con una pellicola
- 18 indica lo spessore della camera
- 44.2 indica due lastre da 4 mm accoppiate da due pellicole
Nell’ultimo esempio, diventa evidente, come già detto, che stiamo parlando di vetro stratificato.
Il trattamento dei vetri
Come già anticipato, i vetri possono subire determinate lavorazioni con lo scopo di migliorarne determinate caratteristiche.
I tipi di vetro più comuni sono, in linea di massima, i seguenti:
- vetri basso emissivi, la cui superficie è trattata per riflettere verso l’interno una parte del calore emesso come radiazione termica dai corpi contenuti nei locali abitati, per diminuire la dispersione termica;
- vetri selettivi, la cui caratteristica principale è il respingimento della radiazione infrarossa proveniente dall’esterno, per diminuire il surriscaldamento degli ambienti interni nel periodo estivo;
- vetri acustici o fonoassorbenti, che permettono un maggiore isolamento acustico dai rumori provenienti dall’esterno dell’abitazione.



